Differenze Finite
Il Metodo alle Differenze Finite (FDM) è un metodo matematico che permette di approssimare nel discreto le derivate e gli operatori differenziali presenti nelle equazioni differenziali ed è particolarmente utile nello studio numerico delle equazioni differenziali alle derivate parziali. Tale metodo ci permette di discretizzare le derivate di una funzione su svariate griglie regolari e non, costituenti lo spazio discretizzato. Nel nostro caso la discretizzazione viene effettuata su uno spazio uniformemente discretizzato e con contorni definiti, come ad esempio un reticolo con nodi, attraverso differenze dei valori assunti dalla funzione stessa nei vari punti dello spazio su cui è definita.
Per tale approssimazione si può definire un'accuratezza, ossia l'errore dovuto alla discretizzazione delle derivate.
Derivata in avanti, all'indietro e centrata
Iniziamo con le definizioni più semplici: consideriamo lo spazio limitato e discretizzato rappresentato da un reticolo con nove nodi, ossia una geometria , ed ivi definita una funzione
preferibilmente liscia; più precisamente nella letteratura scientifica è detta smooth function, ossia una funzione differenziabile infinite volte (quindi continua) nel suo dominio. In questa geometria spaziale vale
quantità che sarà usata anche nella stima dell'errore ai vari ordini. Osservando la figura seguente

Si nota come abbiamo varie possibilità di derivazione scegliendo le diverse direzioni. Definiamo derivata in avanti (o forward) della funzione
dove come sempre
Allo stesso modo definiamo derivata all'indietro (o backward) di
Da queste due definizioni possiamo definire la derivata centrata che non è altro che una media tra le precedenti appena viste
infatti
Allo stesso modo si possono definire le derivate forward, backward, centrata rispetto ad y
Dalle quali si può ottenere il gradiente con uno schema centrato
Rappresentazione mediante Stencils
Le derivate possono essere espresse in modo più esemplificativo, utilizzando una rappresentazione grafica tramite stencils; esse infatti schematizzano il reticolo adottato come geometria spaziale. Ad esempio la derivata rispetto ad x approssimata con uno schema centrato può essere rappresentata dal seguente stencil
mentre la derivata centrata rispetto ad y può essere rappresentata dalla seguente
il pedice delle stencils indica la funzione alla quale si applica la derivata.
Consideriamo ora le derivate centrate; effettuiamo un espansione in serie di Taylor di al secondo ordine in h (ricordiamo che:
e che siamo nel caso in cui
possiamo quindi utilizzare come incremento spaziale h indifferentemente per x ed y)
dove i pedici indicano il simbolo di derivata; precisamente
e lo stesso vale per le derivate rispetto ad y.
Con le opportune sostituzioni (dopo aver moltiplicato il primo membro per 2h) si ottiene
ovvero
Si osserva quindi come approssimare una derivata con lo schema centrato ha un'accuratezza dell'ordine che si commette un errore del secondo ordine nell'effettuare questa approssimazione. Ovvio che pi\ù h è piccolo, minore è l'errore.
Allo stesso modo si ha
Quindi
e il gradiente può essere espresso dalla seguente stencil
Con l'ausilio delle derivate approssimate viste in precedenza possiamo trovare le derivate seconde centrate
che sommate danno il laplaciano
rappresentato dal seguente stencil
detto laplaciano a cinque punti.









