Dissipative Particle Dynamics
L’algoritmo DPD (Dissipative particle dynamics)[9, 10] fa uso di un approccio mesoscopico in cui il sistema viene fatto evolvere nello spazio continuo ad intervalli temporali discreti. Nel DPD vengono catturati gli aspetti migliori della MD e dell’algoritmo LGA(Lattice Gas Automata): in questo modo si risolvono i problemi della MD a livello di efficienta e di tempi di simulazione. Nel DPD si considera il moto delle particelle massive per le quali massa e impulso sono conservati. L’evoluzione per ogni passo temporale si suddivide in due fasi:
• nella prima fase viene implementata l’interazione con le altre particelle che di conseguenza si riflette in una variazione d’impulsodove eij è un vettore unitario che congiunge la particella j con la particella i, mentre è uno scalare che rapresenta l’interazione tra le particelle, e fornisce informazioni sul trasferimento d’impulso tra la particella i e la particella j.
• La seconda fase rappresenta la propagazione e consiste nell’aggiornamento delle posizioni delle particelle
La forma di , al fine di garantire il teorema di fluttuazione-dissipazione, è
è il raggio di soglia, oltre il quale non avviene trasferimento d’impulso; la sua presenza assicura che l’interazione (quindi il trasferimento d’impulso) sia locale. Il fattore n è la densità del sistema. La scelta della forma di
rappresenta il punto fondamentale dello sviluppo dell’algoritmo in quanto essa garantisce uno stato di equilibrio ben definito. Si osserva che
è uno scalare simmetrico
, dal momento che si vuol garantire invarianza per traslazioni e rotazioni del sistema quindi conservazione di impulso e momento angolare): infatti il prodotto scalare nel secondo membro della prima equazione di
è simmetrico e deve valere anche
. In questo modo il modello è isotropico ed è assicurata l’invarianza galileiana.
è una componente stocastica dell’impulso: esso rappresenta la componente casuale dell’impulso trasferito dovuto alle collisioni casuali tra le particelle e che da luogo alla pressione nel fluido. Tramite
è inoltre possibile controllare la temperatura del sistema, dal momento che la sua varianza misura le fluttuazioni termiche nel sistema. Esso è rappresentato da una distribuzione casuale uniforme per la quale media e varianza assumono lo stesso valore
. Il secondo termine nelle parentesi quadre nel secondo membro della prima equazione per
presenza di viscosità nel fluido. Il termine stocastico, quindi, tende a riscaldare il sistema, mentre il secondo termine tende a rilassare ogni moto relativo.
La coazione di questi due termini si esplica come un termostato: quando il sistema si surriscalda, il termine dissipativo tende a dominare al fine di raffreddare il sistema; quando invece si raffredda eccessivamente `e il termine stocastico che tende a dominare, in modo tale da riscaldarlo e ripristinare quindi la sua temperatura. Nel caso in cui il sistema `e una miscela binaria immiscibile l’algoritmo DPD va modificato, introducendo una nuova variabile detta colore che pu`o assumere due possibili valori: ad esempio ’rosso’ per una fase e ’blu’ per l’altra. Inoltre nel caso di particelle dello stesso colore (stessa fase) si utilizzano interazioni identiche (stessa variazione d’impulso) mentre nel caso di collisioni tra particelle di colore diverso si incrementa il valore della media e varianza di di una quantità
incremento che ha l’effetto di creare una repulsione tra particelle di fasi differenti.
rappresenta il termine di frizione ed è quindi responsabile della
L’algoritmo DPD, molto laborioso nello sviluppo analitico, è molto utile per lo studio di fluidi complessi e per simulazioni di sistemi in cui è importante considerare le interazioni idrodinamiche el moto casuale Browniano, responsabile dell’agitazione termica.









